Storia del peperone

La notorietà del Peperone di Voghera risale alla prima metà del secolo scorso, periodo nel quale la sua coltivazione era molto diffusa negli orti di Voghera e nell’Oltrepò Pavese, in provincia di Pavia.

Numerose sono le testimonianze sull’origine del prodotto, il cui legame ambientale e la cui tipicità sono strettamente correlate con Voghera ed il territorio circostante.

Rivista di Patologia Vegetale

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Un’importante testimonianza è, ad esempio, un numero della “Rivista di Patologia Vegetale” pubblicata nei primi del ‘900, nella quale si descrive l’avvizzimento del Peperone di Voghera.
Nel 1950 una malattia, infatti, ne compromise la produzione, e solamente nel 2006 se ne potè ripristinarne la coltivazione. Il salvataggio del peperone di Voghera è stato condotto dai ricercatori scientifici dell’ITA Gallini di Voghera, dall’Istituto di Patologia Vegetale dell’Università di Milano e dal CRA (Centro Ricerca Agraria) di Montanaso Lombardo.

PepeVo, l’associazione per la tutela e valorizzazione del peperone di Voghera, ha dunque raccolto questa preziosa eredità, per preservare la coltivazione di questo straordinario, squisito e versatile ortaggio.


Le qualità del Peperone di Voghera trovano poi riscontro scientifico nelle opere di alcuni esperti di orticoltura che sottolineano, ad esempio, come:

“Nel Piemonte e nella Lombardia sono rinomati i Peperoni di Voghera, dolci, più o meno screziati di verde e di forma quadrata”.

Oppure, ancora, testimonianze che ne evidenziano le caratteristiche uniche:

“Il peperone dolce di Voghera, precocissimo, quadrangolare, costoluto, a frutto pendente, vanta una preziosa precocità”

Insieme alla documentazione scritta, di fondamentale importanza, sono i ricordi tramandati oralmente da una generazione all’altra: grazie all’esperienza (diretta e non) degli orticoltori della zona, è stato possibile mantenere inalterate negli anni le peculiarità di questo prodotto.

Secondo gli ortolani del secolo scorso, il peperone di Voghera è sempre stato di media grandezza e di colore verde pallido, tanto da essere definito “peperone bianco”.

La diffusione di questa coltura a Voghera (PV) ha avuto il suo culmine tra il 1920 e il 1940 negli orti limitrofi al torrente Staffora e ha contribuito a rendere la città un centro agricolo di rilievo in quegli anni, tanto che nel 1939 venne inaugurato un mercato agricolo coperto che richiamava acquirenti da tutta Italia.

Tra le due guerre, insomma, il peperone era una delle glorie di questo angolo di Oltrepò, grazie a una serie di caratteristiche uniche molto apprezzate dai consumatori italiani e stranieri. Il peperone di Voghera ha infatti varcato i confini nazionali italiani già nel 1920, per diffondersi in Europa e negli Stati Uniti.


DOVE SI COLTIVA OGGI

La coltivazione del peperone ha trovato negli anni un nuovo habitat naturale nei terreni limo-sabbiosi vicino al Po e ai torrenti Curone e Scrivia.

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La zona di produzione del Peperone di Voghera comprende diversi comuni sia della provincia di Pavia che di Alessandria.

Si tratta di un’area interregionale delimitata a Nord dalla riva destra del fiume Po e verso Sud dall’inizio dei rilievi collinari dell’Appennino lombardo-piemontese (tra Tortona e Broni), in cui resta centrale il territorio comunale di Voghera.

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Oggi, infatti, il Peperone di Voghera è annoverato tra i prodotti a marchio De.c.o. vogheresi.